Warhammer Fantasy Roleplay + Doomstones Revised

Strani incontri si fanno nella bufera...

Principe Maximilian, Varclav, Passo dei Denti d'Inverno

Aldred, avvicinandosi con discrezione e malcelata dissimulazione, chiede a Vaclav: “E questi chi sarebbero e da dove spuntano?” Per tutta risposta, un boffonchio che più o meno spiega che non sta a lui, umile servitore, commentare le amicizie del suo padrone. “C’è comunque da fidarsi?” insiste Aldred. Il tizio abbassa la voce e ripete il concetto aggiungendo però che Severin non è stato mai tra gli amici più fidati del principe. Questa cosa, sentita da tutti, anche se a fatica per via delle potenti folate di vento, lascia ognuno del drappello sull’attenti. Viene raggiunta la cengia che ospita i nuovi conosciuti, rischiarata da un fuoco alimentato da della legna portata lì apposta. I cinque uomini che accompagnano Severin riprendono le loro occupazioni per il funzionamento dell’accampamento. Anche il gruppo scende da cavallo e seguendo Vaclav raggiunge lo spiazzo adibito a riparo. Il principe a questo punto presenta le sue guardie del corpo a Severin e agli altri. “Questi è Severin Maximov, un mio cugino”. Aldred indaga su come facesse Severin a sapere del loro passaggio per quel passo, visto che la cosa era segretissima. La risposta è che è stato avvisato da Dalmatin, un vecchio amico del padre del principe. Maximilian si rallegra dell’intervento di Dalmatin. Solo gli acuti sensi elfici permettono a Lannaìr di vedere Vaclav scuotere la testa, con un’espressione perplessa dipinta sul volto… L’elfo interroga se hanno avuto difficoltà a raggiungere il passo senza destare sospetti tra i fedeli dell’usurpatore. La risposta è che in realtà tutti i fedeli al vero principe sono esuli nei boschi e sui monti.
Il gruppo dei nostri viene invitato a lasciare le proprie cavalcature impastoiate al riparo della roccia che sovrasta la cengia e a ripararsi al fuoco. Ciascun gruppo prepara qualcosa per la cena e viene consumata mentre Severin spiega tutte le dinamiche più recondite del colpo di mano che ha escluso dal trono il legittimo erede, Maximilian. Poi il chiacchericcio si sposta su vecchi ricordi di infanzia, fino a quando tutti si vanno a coricare. Solo l’elfo e uno dei cinque altri armigeri stanno svegli a controllare e… a controllarsi…
I due nobili si sdraiano vicino al fuoco e sottovoce continuano a parlottare, scambiandosi la bottiglia di kvas. Vicino a loro va a sedere Zhenia a cui viene servita una ciotola col liquore. Ai tre si aggiunge pure Aldred, incapace di resistere all’idea di concludere la giornata ingollando un po’ di sano strizzabudella kislevita. Passata una mezzora abbondante, Maximilian sembra quello che accusa di più gli effluvi dell’alcol. Dopo un’altra mezzora, il principe cade in un sonno alcolico, Severin sembra ancora abbastanza lucido, mentre Aldred e Zhenia, accusando abbastanza gli effetti collaterali, si accomiatano e vanno a coricarsi per la notte. Il clima è rigido e il vento non dà tregua. I giacigli sono tutti lungo la parete rocciosa, a valle del fuoco quelli degli armigeri di Severin e a monte quelli del gruppo di scorta mi Maximilian.
L’elfo si dispone vicino alla guardia dell’altro gruppo e lungo la notte vede alternarsi gli altri ogni ora e mezza. L’alba sorge su un giorno sempre glaciale ma non foriero di neve. Anzi, le nubi sono più alte del giorno precedente.
Severin, a un certo punto, suggerisce al cugino di liberare i suoi mercenari guardia del corpo. E il principe sembra pensarci su, ma alle rimostranze di Aldred che ricorda il preciso impegno preso di scortarlo fino al ricongiungimento col grosso delle truppe, dice che è meglio godere anche della loro presenza.
Ripartono tutti scendendo lungo la strada abbarbicata sul fianco della montagna. Gli uomini di Severin si mettono davanti; poi Severin con Maximilian, Vaclav, e tutti gli altri del drappello. A un certo punto si apre ai loro occhi una valle molto boscosa e ricca di ruscelli. Verso mezzogiorno il sole riesce a fare capolino: la temperatura si alza un poco e si può godere ancor più tutta la valle: molto lunga e dove si intravedono dei fili di fumo, lontani, oltre delle colline. All’ora del pranzo, lo strapiombo sulla sinistra è molto meno profondo e incontriamo dei ruscelli che tagliano la strada e si gettano nella valle sottostante. In uno dei primi boschetti che si incontrano alcuni uomini di Severin e Lannaìr procurano della legna per poter accendere un fuoco. In poco tempo si allestisce un campo e si mette a bollire dell’acqua. Il pranzo è abbondante, caldo e apprezzato da tutti.
Dopo di che si smonta il campo e tutto è pronto per riprendere il cammino. A metà pomeriggio raggiungono il fondovalle che sembra, ancorché disabitato, piuttosto battuto.

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Surling

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